venerdì 23 aprile 2010

Si chiamava Politica, ora si chiama Casta.

Vi segnalo questo intervento di Michele Boldrin, professore presso la Washington University in St Louis.

L'intervento è conciso, ma efficace; quanto basta per provocare la tipica reazione dei nostri "cari" politici, ossia parole belle di un'inutilità clamorosa. Siamo stanchi di assistere a questo scempio, per fortuna che c'è gente intelligente, come il Professore Boldrin, che mette a nudo, in modo chiaro, i vizi e le inefficienze di questa casta.

Basta con questa pseudo-politica!




sabato 17 aprile 2010

Il coraggio della lepre

L'attuale situazione politica italiana sembra essere giunta ad un bivio. Da una parte c'è il PdL di BS che, forte del consenso parlamentare, sostiene una politica mirata a garantire le riforme per la nazione, dall'altra c'è il PdL di Fini che, ormai da tempo immemore, si oppone alla politica Berlusconiana con tanto di dichiarazioni pubbliche e frecciatine pre e post elettorali.

Allo stato attuale pare che l'ultima esternazione di Fini non sia andata giù a BS, il quale ha azzardato:

"L'invito che rivolgo a Fini è quello di superare le incomprensione e di desistere dal formare gruppi autonomi"

e continua:

"Se darà vita a un gruppo autonomo ci sarà una scissione e il governo andrà avanti lo stesso. E' una posizione condivisa da tutti.".

Sembrano dei semplici consigli su cui riflettere, tuttavia hanno l'aria di essere delle raccomandazioni forti su cosa fare e soprattutto su cosa non fare. Ma BS è sicuro di sè e della sua maggioranza, BS non teme Fini. Ha fondato il PdL chiedendogli di abbandonare il simbolo del suo vecchio partito, "Alleanza Nazionale", al fine di accorpare i due partiti in un unico, ammaliare con avances politiche i Finiani storici e accoglierli nel bel mondo fatato di BS. Alla lunga, ormai parliamo di un paio di anni, ci sta riuscendo ottenendo forti consensi. Pare che Fini stia diventando scomodo per tutti, di fatti se volesse creare un gruppo parlamentare autonomo, attualmente non avrebbe grosso seguito all'interno del PdL, solo i fedelissimi lo seguirebbero, gli altri, tra i quali il buon La Russa, rimarrebbero nel mondo fatato di cui sopra.

Allora cosa può fare GF? Sicuramente non può continuare a fare opposizione al PdL nel PdL, è un paradosso che lui stesso non vuole portare avanti. Può, invece, creare un gruppo tutto suo portare con sè i suoi fedeli "compagni" di partito e ripartire. Ma le alleanze? Il punto fondamentale di questa storia sembra proprio essere questo, quale coalizione supporterà il nuovo gruppo Fini? Il nuovo centro di Tabacci, Casini e Rutelli? La sinistra (ebbene esiste signori...basta prendere un bel binocolo potente) del PD di Bersani? O, paradossalmente, il PdL di BS?
Probabilmente l'ultima opzione è improbabile, mentre la prima potrebbe essere la più verosimile; ciò che permane è la forza e il coraggio di Fini di opporsi con gesti pratici, non solo con parole e frecciatine da populista; probabilmente appena avrà un maggiore consenso all'interno del PdL deciderà di fondare il suo gruppo, e da quel momento si apriranno nuovi scenari...

martedì 30 marzo 2010

UN PAIO DI RIFLESSIONI SULLE REGIONALI

In questo articolo vi illustrerò la mia classifica sui vincitori e sconfitti di queste elezioni 2010.



  1. Il vincitore incontrastato di queste elezioni è il partito degli astensionisti, che aumentano la loro fetta di un buon 9% rispetto all'ultima elezione regionale: considerando che la loro quota è pari circa al 35,88% e che circa il 30% degli italiani non può andare a votare non avendone diritto, sono ormai più gli italiani che non votano rispetto a coloro che lo fanno

  2. Il secondo posto spetta al partito che parla di più e fa meno. Detta così potrebbe essere qualsiasi, quindi per fugare ogni dubbio vi rivelo il nome: Lega Nord. Ha aumentato il suo consenso, divenendo sempre più indispensabile a BS per rimanere in carica. Come ad ogni elezione i leghisti promettono, in caso di vittoria, il famigerato federalismo fiscale, unico punto importante in un partito che agli albori puntava alla secessione. Ce la faranno stavolta i nostri eroi a portarla a termine? Si accettano scommesse: chiunque punti 1€sul federalismo fiscale ne avrà 200 se verrà realizzata una riforma seria entro 1 anno, 100 entro 2 anni, 50 entro 3 anni; chi invece punta su “La Lega strillerà e farà approvare un provvedimento tendenzialmente fascista e discriminante, nonché inutile ma molto populista per il suo elettorato” dovrà puntare 10 000 € per vincere 1 centesimo.

  3. Il terzo gradino del podio si può assegnare al PDL. Nonostante passino più tempo in televisione ad annunciare cosa hanno fatto e cosa i comunisti non permettono di fare, e nonostante se ne stanno dietro ad una scrivania a gestire male il partito in preparazione delle elezioni regionali (Cough-Lazio, scusate, mi viene la tosse anche a scrivere) riescono a non capitolare giù nell'abisso come ha fatto il PD alla sua formazione. Per questa ragione la loro è senza dubbio una vittoria.

Non sul podio, ma accostati ci sono il PD e l'IDV, che comunque hanno vinto perché il risultato è stato di 7 regionia contro 6, ricordando che una è stata "persa" per gli odiati grillini.



Una piccola vittoria va quindi anche ai grillini, per i candidati conquistati in Emilia Romagna, datosecondo me interessante, poiché svela una fascia piuttosto consistente di persone che, disilluse sia da destra che sinistra, votano l'outsider.



Ulteriore nota personale: lo ammetto, alle comunali dell'anno scorso mi sono candidato consigliere per la lista "Movimento 5 stelle" e vi posso assicurare che se tutti i politici operassero come ha operato il consigliere grillino eletto nella mia ridente cittadina, ci potrebbero essere interessanti sviluppi nella gestione delle pubbliche amministrazioni italiane. Ma questa, purtroppo, è solo una piccola storia che vi sto raccontando.

mercoledì 17 marzo 2010

Dio esiste ed è un economista!

- Catalin Cantia -

Qualche giorno fa il mio professore di Teoria dei Giochi ci ha presentato qualche statistica inerente al comportamento degli individui nel mondo, quando giocano a Split Game. Il gioco è semplice. Ci sono 2 giocatori, al primo è chiesto di scegliere una percentuale per dividere una certa somma di denaro (diciamo 10 dollari), tra se stesso e l'altro giocatore. Un giocatore razionale sceglierebbe sempre il 100% per se stesso se è il primo a giocare e accetterà una qualsiasi somma che gli darà l'altro se gioca per secondo. Le statistiche sono sorprendenti. Tendenzialmente le persone scelgono 50/50 se giocano per primi e hanno la tendenza a rifiutare le offerte inferiori al 50%.
La spiegazione del professore è stata"Questo dimostra che c'è un Dio da qualche parte" ... Stavo per scoppiare a ridere, ma mi sono limitato solo a sorridere.
Alla fine sembra che non siamo così razionali come la maggior parte dei modelli econometrici assume, ed è per questo che dovremmo ripensare a ciascuna cosa in Economia. Per questa ragione esclamerei"Fantastico!"... a lot of work for us Economists!
PS Se Dio esiste davvero sembra che stia dalla nostra parte :-)

mercoledì 3 marzo 2010

Via alle candidature

Sono d'accordo con Bonaiuti: è impensabile che per le prossime generali, dato il clima delicato, la RAI per non violare la par condicio non trasmetta più programmi d'informazione politica, nei giorni di quaresima che passano e l'avvicinarsi della primavera; che il popolo non possa scegliere lo schieramento politico più vicino a lui e che quindi una parte della volontà popolare non possa essere rappresentata.

SACROSANTA VERITA'

Ecco perché ho il piacere di annunciare che quando voterete per le regionali, potrete votare anche noi, in quanto anche il nostro vastissimo gruppo che ci segue (il conteggiatore qui in basso funziona a migliaia) ha il diritto di essere rappresentato.

Quando si parla di diritto degli elettori non è importante se ci sono delle regole precise da seguire, d'altronde l'ha detto anche Scajola: le regole sono importanti, ma possono non essere rispettate per una moralità superiore.
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